giovedì 17 marzo 2011

L'ORIGINE DI UNA TROMBA D'ARIA

L’estate si avvicina, il tempo è bello, eppure, anche in estate, a volte avvengono dei fenomeni meteorologici di grande spettacolarità, che purtroppo segnano distruzione al loro passaggio: le trombe d’aria.
La  tromba  d'aria è un vortice violentissimo del vento,  di  breve durata,  che si forma generalmente all’interno di un cumulonembo, cioè quel tipo di nube scura, a forte sviluppo verticale, che spesso è causa di forti temporali.
A vederla, si presenta come una nube a forma di tubo che ruota su se stesso, che parte dal suolo e si allarga verso l’alto, sembra quindi una “tromba” sospesa in aria, da ciò deriva il suo nome. Essa si può formare in breve tempo, anche quando le condizioni atmosferiche generali non sono perturbate, per cui è assai difficile da prevedere.
Strutturalmente è molto  simile,  ma di dimensioni assai ridotte, ai tornado che  si formano nei Caraibi e che seminano ingenti distruzioni sulle coste degli  Stati Uniti.
L’origine della tromba è una forte differenza di pressione tra il livello del suolo e la massa d’aria posta sopra di esso. Nell’atmosfera, all’aumentare dell’altezza la pressione è sempre in diminuzione, tuttavia in certi casi, a causa di un movimento divergente del vento in quota che tende a svuotare una certa zona di atmosfera o, come più spesso accade, a causa di un cumulonembo, la diminuzione della pressione è più intensa e l’aria è costretta a muoversi molto velocemente dal basso verso l’alto.
Se la Terra non ruotasse attorno al proprio asse, si avrebbe solamente una forte corrente ascensionale. A causa della rotazione terrestre, la massa d’aria assume invece un moto vorticoso che è tanto più forte quanto maggiore è la velocità dell’aria verso l’alto. Questo fenomeno, che a prima vista potrebbe sembrare strano, è invece molto frequente. Ne abbiamo un esempio quando sturiamo un lavandino e notiamo che l’acqua, scorrendo verso il basso, assume un moto rotatorio. Il movimento vorticoso di una tromba d’aria è dovuto allo stesso principio fisico.  
Naturalmente la tromba può formarsi anche in mare, ed in questo caso viene detta tromba marina.
La formazione delle trombe d’aria è quindi legata alla presenza di nubi temporalesche e queste sono frequenti in estate, soprattutto quando una massa d’aria fredda scorre sopra un terreno ricco di acqua, come ad esempio la pianura padana, oppure sopra un mare caldo, o poco profondo. In tal senso il Mediterraneo fornisce un facile innesco essendo un mare abbastanza caldo e, in alcune zone come l’Adriatico o il golfo della Sirte, veramente poco profondo. 
La potenza distruttiva della tromba è dovuta alla velocità del vento che, nella zona dove passa, è attorno  ai 200 km/orari, ma ciò che la rende più pericolosa è la  pressione  eccezionalmente bassa, nella parte interna del “tubo” essa  è dell'ordine di 800  millibar (unità di misura della pressione) o inferiore, che risucchia tutto ciò che trova sotto  di essa. E’ molto difficile misurare la pressione all’interno di una tromba, sia perché la striscia  dove passa è molto ridotta e quindi è  difficile  che passi proprio  su  uno strumento di misura, sia perchè, se  ci passasse, probabilmente  lo  distruggerebbe.
In Italia le zone maggiormente colpite dal fenomeno delle trombe d'aria sono le aree pedemontane alpine, il Friuli, il Ponente Ligure, le coste dall'alta Toscana e del Lazio e la Sicilia orientale.
La zona interessata è una striscia, di larghezza variabile tra una decina ed un centinaio di metri, mentre la lunghezza è di qualche chilometro e dipende comunque dalla durata della tromba.

Alfio GIUFFRIDA

Altre notizie riguardanti la meteorologia e i cambiamenti climatici sono disponibili sui siti:


http://www.climtemonitoring.it   oppure  http://www.astrotizio.sitiwebs.com/page4.php

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