giovedì 4 ottobre 2012

Perchè un cane non è ammesso su una nave da crociera?


È un brano del libro “Quella notte al Giglio”. Ci si chiede “perché un cane non può salire su una nave da crociera?”

Arrivammo così al 7 gennaio scorso, Park e Bae si sposarono e un paio di giorni dopo partirono alla volta dell’Italia. Arrivarono giusto il giorno prima di imbarcarsi. Quel venerdì li accompagnammo a Civitavecchia pieni di entusiasmo.

Bae tuttavia era titubante nel farsi vedere con il cane. Lo teneva un po’ nascosto dentro la sua cuccetta portatile di stoffa, usciva solo la sua testolina bianca che lei accarezzava con dolcezza. Quando era ai piedi della scaletta, in fila per salire a bordo della nave, vide che in cima c’era un’altra coppia che aveva un cane, un piccolo volpino che la ragazza teneva in mano senza alcun problema. L’ufficiale preposto al controllo dei documenti salutò con molta riverenza sia la ragazza che il signore che era con lei, poi fece addirittura una carezzina al cane e li fece imbarcare senza alcun problema.

Quella scena le diede maggior sicurezza, tirò fuori il suo Kim dalla cuccetta e lo prese anche lei in braccio, adesso era sicura che non ci sarebbero stati problemi, era felice di coronare il suo matrimonio con quella stupenda luna di miele. Accarezzò Park e lo baciò con amore. «Ti amo», gli sussurrò fissandolo negli occhi, «ti ringrazio per questa meravigliosa crociera e ringrazio anche tua madre per la benedizione e il coraggio che ci ha dato.» Park rispose con un altro bacio, tirò un grosso sospiro di sollievo ed agitò il braccio, per salutare anche noi che eravamo a terra ed aspettavamo di vederli imbarcare.  

Quando fu in cima alla scaletta, vedemmo che ebbero una discussione animata con l’ufficiale di bordo e dopo un po’ tornarono giù a terra con il cane in braccio. La loro gioia si era trasformata in rabbia. Vennero da noi pieni di sconforto e lei ci raccontò che l’ufficiale addetto al controllo dei documenti li aveva respinti in modo deciso, «Voi potete salire, ma i cani non sono ammessi a bordo». Aveva detto.

Bae era rimasta molto sorpresa e aveva replicato decisa: «Ma abbiamo appena visto che una coppia prima di noi aveva un cane delle stesse dimensioni di Kim! Per quale motivo il loro cane è stato ammesso a bordo e il nostro no?»

L’ufficiale aveva avuto un attimo di indecisione, si era guardato intorno e si era ricordato che, effettivamente qualche minuto prima era salita a bordo una coppia con un cane ben in vista, ma subito aveva trovato la risposta che faceva al caso suo.

«Esatto, ma è proprio questo il motivo per cui il vostro non può entrare. La nostra compagnia accetta un solo cane a bordo in ogni viaggio, proprio per evitare che sulla nave possano incontrarsi e, giocando o litigando tra loro, dare fastidio al resto dei passeggeri. Se voi foste saliti per primi non ci sarebbe stato nessun problema, ma adesso che un cagnolino è già salito a bordo, il vostro non può più essere ammesso.»

Bae era delusa, pensava che quel viaggio, che lei aveva voluto ad ogni costo, non fosse benedetto dal Signore. «Senza il cane io non vado. Forse è un segno divino che questo viaggio non dovevamo farlo, ripeteva sconfortata, asciugando qualche lacrima che le rigava il volto».

Park era d’accordo con lei, forse nel suo cuore era rimasta qualche riserva, qualche paura nascosta di salire a bordo di una nave.
 
È un brano del libro:
“Quella notte al Giglio” di Alfio Giuffrida
Si trova in libreria oppure on line. Ecco alcuni link: