giovedì 21 aprile 2011

Il fenomeno del Niño.

Il Niño è quel fenomeno naturale che si verifica nelle acque dell’Oceano Pacifico, che in alcuni anni diventa più caldo e meno pescoso del solito, per un periodo di circa sei mesi, in genere durante il periodo invernale.
Il suo nome deriva dal termine spagnolo “El Niño”, che significa "il bimbo", in riferimento al Bambino Gesù, dato che il fenomeno si manifesta normalmente durante il periodo natalizio.
Esso si verifica in meda ogni 4 – 5 anni ed è causato da una oscillazione nel campo della pressione atmosferica che si verifica tra i punti estremi dell’oceano pacifico, all’altezza dell’equatore, cioè tra le coste dell’Ecuador e le isole della Malesia. Per questo motivo, nel mondo scientifico, questo fenomeno è detto ENSO, dalle iniziali di El Niño Southern Oscillation. 
Oltre agli effetti diretti sull’Oceano Pacifico, dove la diminuita pescosità del mare provoca gravi carestie tra le popolazioni dell’Ecuador e del Perù, ENSO è ritenuto essere la causa principale di alcuni sconvolgimenti meteorologici a scala globale nel mondo. Le conseguenze principali di questo fenomeno si possono riscontrare nell'Oceano Pacifico, Atlantico e Indiano.
Ciò è dovuto al fatto che il variare periodico delle pressioni su una fascia così vasta, genera un rallentamento o una accelerazione degli Alisei, che sono quei venti costanti che avvolgono tutta la Terra nella fascia equatoriale, conosciuti sin dall’antichità e sfruttati da Cristoforo Colombo per raggiungere l’America.
Il meteorologo e scienziato inglese Sir Gilbert Thomas Walker, ha ipotizzato una particolare circolazione dell’atmosfera, generata da ENSO ed estesa a tutto l’Oceano Pacifico, che può avere delle influenza sulle condizioni meteorologiche di tutta la Terra.  
Negli anni recenti, episodi violenti di tale fenomeno, che hanno causato molte vittime, si sono verificati nel 1982, nel 1997 e nel 2010.
Nel 1982 i morti sono stati oltre un migliaio e si sono verificati lontano dal punto di origine. In quell’anno infatti si è avuta una forte siccità nel Sahel, che quella vasta regione che si estende subito a sud del deserto del Sahara, compresa in numerosi Stati dell’Africa centro settentrionale, quali: Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger, Ciad e Sudan.
La connessione in questo caso è stata evidente e condivisa dalla maggior parte degli studiosi di tutto il mondo.
Nel 1997 si è verificato un forte evento di tale fenomeno, le vittime sono state centinaia, ma anche in questo caso sono state lontano dall’Oceano Pacifico. In questa occasione si sono verificate violente alluvioni in Europa e nell’America Centrale, mentre in Indonesia e in Brasile si è avuta una forte siccità, che ha causato numerosi incendi con innumerevoli vittime. La connessione con il fenomeno del Niño, in questo caso è meno evidente e non è condivisa da tutti gli studiosi di meteorologia. Questo episodio ha ispirato il romanzo “L’anno del Niño”, di Alfio Giuffrida.
Nel 2010 si è ripetuta una situazione molto simile a quella del 1997, anche in questo caso le vittime sono state molte in Europa e in Australia, a causa di violente alluvioni.
In un prossimo articolo vedremo come la differenza delle pressioni atmosferiche possa innescare una circolazione nelle acque dell’oceano e queste a loro volta riescano a far variare la temperatura superficiale del mare da 3 a 5 gradi, generando una energia superiore a quella di migliaia di bombe atomiche.
Altre notizie sono disponibili sul sito  http://www.meteoweb.it/ 

sabato 9 aprile 2011

Il clima di Aprile in Italia.

In Italia il mese di Aprile segna il tipico inizio della primavera mediterranea. Il tempo è tradizionalmente variabile e le ore del giorno cominciano a superare quelle della notte. Nel campo delle pressioni si verifica un progressivo avanzamento dell’anticiclone delle Azzorre verso le regioni dell’Europa centrale, per cui il tempo è sempre più soleggiato. Le variazioni della pressione in senso positivo implicano inoltre un infittirsi delle isobare e quindi un aumento della velocità del vento.

Nella prima parte del periodo la fascia in cui sono inserite le perturbazioni passa ancora sul nostro territorio. Le precipitazioni possono quindi essere frequenti, attivate dal forte contrasto termico tra le regioni mediterranee  e  quelle dell’Europa continentale. Ma la quantità di pioggia per ogni singolo evento è piuttosto bassa, in quanto la temperatura superficiale del mare risente ancora del periodo invernale, per cui ha dei valori abbastanza bassi e la quantità di vapore acqueo che immette nell’atmosfera non è elevata. 
La temperatura dell’aria è in aumento, anche se a volte si è verificata una stasi, più accentuata nei valori minimi notturni, che può essere dovuta a delle invasioni di aria fredda, che sulle nostre regioni compaiono come episodi di venti di tramontana con cielo sereno, costellato di nubi alte di tipo lenticolare.
Spesso questa interruzione nell’aumento delle temperature si verifica in corrispondenza di una perturbazione più intensa, che avviene con una certa ricorrenza poco dopo la fine dell’inverno. In alcuni anni questa perturbazione si è verificata proprio in coincidenza con la settimana che precede la Pasqua, ciò potrebbe dare un significato mistico alla perturbazione, anche se scientificamente non abbiamo nessun elemento di conferma. Una conseguenza del maggior numero di ore con cielo sereno è invece l’aumento dell’escursione termica diurna.

Nella seconda parte del mese, la fascia delle perturbazioni si sposta sempre più verso nord. Nel campo delle precipitazioni si ha un comportamento nettamente diverso tra le regioni settentrionali e quelle meridionali: al nord le perturbazioni continuano a verificarsi con buona probabilità; al sud invece la frequenza delle piogge diminuisce sensibilmente, dando inizio all’estate mediterranea che culmina nel mese di luglio. Le temperature sono ovunque in costante aumento.
I casi di nebbia, che durante l’inverno si verificano con grande frequenza sulle regioni settentrionali, sono in forte diminuzione; ciò anche sulla pianura padana, che di solito è la regione più interessata da questo fenomeno.
Il vento è molto sostenuto, anche se, in genere, è in diminuzione rispetto al mese precedente; in questo periodo si verificano tuttavia degli episodi di vento da nord ovest sulla Sardegna e sul Tirreno centrale, che possono essere direttamente collegati al tipico vento del “Mistral” che è frequente nella valle del Rodano. I mari sono mossi, con moto ondoso in diminuzione.

I fiori delle piante grasse sono tra i più belli e i più vistosi. Ad Aprile si possono ammirarle il Pentalophus (o dita di donna), la Lobivia e il Notocactus. (dal blog http://alphecca.blogspot.com/).
puoi vedere questo articolo anche su http://www/meteoweb.it