lunedì 2 luglio 2012

Il Cammino di Santiago

È un brano del libro: “L'anno del Niño” di Alfio Giuffrida

Si trova in libreria ma è più facile acquistarli on line. Ecco i link:

http://www.hoepli.it/cerca/libri.aspx?ty=1&query=giuffrida

http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&xy=alfio+giuffrida





Da  Leòn il percorso diventava più difficoltoso, con aspre salite e ripide discese, ma Isabella non si fece intimidire da quelle difficoltà. Passarono per “Hospital de Órbigo”,  famoso per lo stupendo ponte sul Rio Orbigo, lungo 204 metri con 20 arcate, uno dei più antichi di Spagna, importante punto di riferimento del Camino, poi videro Astorga, di origine romana con importanti testimonianze dell’antichità, come le mura, la “cloacha romana” e le terme.

A Ponferrada, cittadina medievale con un bel centro storico, videro il  “Castillo de los Templarios”, che  fu un importante centro di potere dell’Ordine dei Templari, molto interessante per la sua perfetta conservazione.

A Villafranca del Bierzo videro l'Iglesia de San Francisco, che secondo la tradizione fu fondata da San Francesco d'Assisi. Attraversarono quindi un paio di paesi di origine celtica, tra cui “o' Cebreiro” un caratteristico villaggio fatto di case rotonde dal tetto di paglia dette “Pallozas” e Sarria, con un centro storico rimasto intatto come nel medioevo, quando era un importante punto di sosta per i Pellegrini. 



Dopo altre due soste, giunsero infine a Santiago de Compostela, si addentrarono nel centro storico fino alla Cattedrale e arrivarono al “Portico de la Gloria”, dove c’era la statua del Santo che è il punto finale del cammino. Visitarono lo stupendo Santuario, all'ingresso c'era la statua del “Santos dos Croques”, dove tutti e tre appoggiarono la fronte perché, secondo la tradizione, facendolo tre volte di seguito si otteneva la  saggezza e la fortuna che era lo scopo del pellegrinaggio, all’interno  c’era il famoso “botafumiero”, un enorme incensiere che è fatto oscillare da otto uomini, davanti al quale si inginocchiarono per chiedere le grazie che desideravano.



Era quasi sera quando si recarono al “Convento di Santa Lucia” e chiesero di poter conferire con la Madre Superiora. La Suora li accolse con affetto e subito condusse Alberto ed Isabella nelle due stanzette separate ma attigue che aveva fatto preparare per loro, poi portò Manuela nella sua cella.

Quella sera cenarono da soli, ognuno nella loro stanza, le suore infatti avevano già cenato nel tardo pomeriggio, poi si riunirono in preghiera assieme alle altre monache, infine andarono a letto ognuno nella propria stanza. I due “promessi sposi” si guardarono negli occhi, entrambi avrebbero avuto il desiderio di poter dormire assieme, come avevano giurato al ritorno dall’amazzonia, ma non osarono chiederlo, in fondo era giusto così.

La mattina seguente una suora bussò alla porta di Manuela e la condusse nello studio della Superiora, qui avvenne il colloquio con il quale la giovane chiedeva di prendere i voti, poi entrambe si recarono nell’ala del convento riservato alle novizie e la Madre le mostrò quella che sarebbe stata la sua cella definitiva, dove sarebbe rimasta in isolamento per tre mesi.

Manuela era felice della scelta che aveva appena fatto, sentiva di avere bisogno di pace e solitudine, tuttavia chiese una sola eccezione, poter assistere al matrimonio dell’amica. La Suora tentennò un po’ la testa, poi accennò un sorriso e disse, vediamo se sarà possibile.

Fece quindi chiamare Alberto ed Isabella, consultò i documenti che avevano con se e quelli che erano già arrivati dall’Ecuador, vide che erano validi e completi, disse che la cerimonia si sarebbe svolta nella cappella del Convento ed il celebrante “Don Pedro” era pronto in qualsiasi momento, del resto non c’erano invitati, ma solo alcune suore che avrebbero svolto il compito di testimoni.

Chiese quindi loro di provvedere a prenotare il viaggio di ritorno in modo che, appena sposati, potessero partire alla volta di Quito e confermare la loro unione.



Il giorno dopo, alle ore undici in punto, Alberto ed Isabella erano davanti all’altare assieme alla Madre Superiora, c’era anche Manuela, emozionata più di loro e un gruppo di dodici suore, tra cui una con il compito di suonare l’organo.

Don Pedro, che sapeva tutta la loro storia perché la Superiora lo aveva informato nei minimi particolari,  guardava incuriosito il ventre di Isabella, inizialmente la sua voce era un po’ stentata, li scrutava negli occhi per capire i loro sentimenti, poi il suo sguardo diventava sempre più benevolo e la sua voce sempre  più dolce.

Isabella ed Alberto erano soddisfatti di essere finalmente davanti all’altare e sereni di avere davanti a loro una vita che avrebbero vissuto con amore e rispetto, questi loro sentimenti trasparivano dai loro sguardi e intenerivano il prelato, che si convinceva sempre più che quello che stava celebrando era il più bel matrimonio della sua vita. Quando la suora intonò l’Ave Maria, tutti si commossero, compresi Don Pedro e la Superiora, la qual cosa non era mai successa prima.

Al termine della cerimonia, Manuela li salutò con un bacio di affetto, poi si ritirò nella sua cella accompagnata da una suora. Don Pedro e la Superiora accompagnarono gli sposi nell’atrio dove erano pronte le valige ed un taxi e fecero loro l’augurio di una vita serena, piena di salute e di felicità. Prima di accommiatarsi la Suora disse loro di ritornare tutte le volte che potevano, sia per far visita a Manuela, ma anche perché lei avrebbe avuto il desiderio di conoscere quel Niño e tutti gli altri che sarebbero arrivati.

Alberto e Isabella risposero felici con un cenno del capo, poi Alberto aggiunse con convinzione, «Torneremo senz’altro» disse, «l’anno del Niño, quello meteorologico, è ormai passato, questo è l’anno di un nuovo Niño, quello benedetto dal Signore, che ci darà la gioia e la felicità per tutto il resto della nostra vita».  




3 commenti:

  1. Qualcuno di voi ha fatto il "Cammino di santiago"?? deve essere una esperienza veramente interessante

    RispondiElimina
  2. Il Botafumeiro è ancora il più grande incensiere del mondo? e quello che è stato installato a Cava dei Tirreni vicino Napoli?

    RispondiElimina
  3. Il Cammino di Santiago?? Fede o turismo?

    RispondiElimina