domenica 17 giugno 2012

La vera storia del Sang Real

Un argomento che interessa milioni di cattolici sparsi in tutto il mondo, è quello di sapere cosa sia effettivamente il “Sacro Graal”. In effetti, prima della pubblicazione del libro “Il codice da Vinci” di Dan Brown, si ragionava poco su questo argomento e tutti eravamo convinti che, secondo la tradizione medievale,  si trattasse della coppa contenente il sangue di Gesù Cristo utilizzata nell'Ultima Cena.

L’origine del termine “Sacro Graal” risale al Medio Evo. Uno dei primi reperti da cui scaturì la leggenda, poi detta "del Graal", fu quello che al giorno d’oggi viene chiamato il Sacro Catino, ovvero il piatto, o calice, utilizzato da Gesù nell'Ultima Cena. Secondo alcuni studiosi si trattava di un vaso, intagliato in una pietra verde brillante e traslucida,  che fu ritrovato in Terrasanta, dal condottiero Guglielmo Testadimaglio, quando al fianco di Goffredo di Buglione contribuì in maniera decisiva alla caduta di Gerusalemme. Dunque si tratta di un oggetto, ritenuto giustamente sacro, in quanto ebbe un ruolo importante nell’Ultima Cena di Gesù.

Tuttavia, secondo una recente interpretazione, il sacro Graal deriverebbe da "sang real", ovvero il sangue della discendenza di Gesù, sposato con Maria Maddalena. Questa versione ha avuto una enorme credenza e diffusione dopo la pubblicazione del libro di Dan Brown.

Andando ad indagare su cosa sia avvenuto dopo la crocifissione di Cristo, si è visto che molti fatti non erano noti fino a qualche secolo fa. Quando gli apostoli dovettero lasciare Gerusalemme, san Giovanni con Maria Vergine, che gli era stata affidata da Gesù, venne ad Efeso. Morto San Paolo a causa della persecuzione di Nerone, san Giovanni diventò capo della Chiesa di Efeso e fece opera di propaganda della fede in tutta la regione. Alla sua morte fu sepolto alle falde dell'altura della rocca di Selgiuq e sulla sua tomba fu eretta una basilica che, durante l'impero di Giustiniano, venne trasferita nel luogo dove ora si trovano i resti della chiesa di san Giovanni.

Secondo i verbali del concilio di Efeso la Vergine rimase per un breve tempo in locali vicini a quella che fu la chiesa dove si svolse il concilio, poi si trasferì in una casa posta su un'altura oggi chiamata "monte dell'usignolo" e vi rimase secondo la tradizione fino all'anno 46 quando a 64 anni d'età fu assunta in cielo. Tuttavia della ubicazione di tale casa non si ebbe più notizia.

Fu solamente ai primi dell’800 che una donna tedesca, di nome  Anna Katharina Emmerick ebbe una visione mistica e scrisse un libro sulla vita di Maria indicando fra l'altro il luogo dove la Vergine avrebbe trascorso gli ultimi anni. Nel 1881, un sacerdote francese di nome Gouyet decise di recarsi ad Efeso e, con l'aiuto del vescovo di Smirne Timoni, trovò la casa di Maria, ma nessuno gli credette. Soltanto dieci anni dopo, grazie alle ricerche del frate Jung, coadiuvato dal direttore del Seminario di Smirne Pouline, si accettò che la rivelazione della Emmerick fosse esatta. Nel 1967 il papa Paolo VI e nel 1979 il papa Giovanni Paolo II si recarono ad Efeso e pregarono nella casa di Maria facendo sì che ormai tutto il mondo fosse d'accordo nel ritenerla tale. Anche l'attuale papa Benedetto XVI nel suo viaggio in Turchia ha visitato Efeso e pregato nella casa di Maria.

Dunque molti misteri di ciò che accadde in quel periodo sono rimasti irrisolti fino a qualche secolo fa.

Allo stesso modo, di Maria Maddalena si era saputo poco. Secondo la tradizione, la Maddalena, assieme ad altre donne citate nei vangeli, dopo la crocifissione sarebbe fuggita dalla Palestina su una barca per approdare in Provenza assieme al figlio avuto da Gesù. Avrebbe poi risalito il Rodano raggiungendo la tribù dei Franchi, che non sarebbero stati altro che i discendenti della tribù ebraica di Beniamino nella diaspora. I Merovingi, i primi re dei Franchi, proprio a causa di questa origine avrebbero avuto l'appellativo di re taumaturghi, ovvero guaritori, per la loro facoltà di guarire gli infermi con il solo tocco delle mani, come il Gesù dei vangeli. Dunque la storia narrata da Dan Brawn potrebbe esser vera!

Quando ero impegnato a scrivere il romanzo “Deserto Verde” ero interessato a questo argomento e, per saperne qualcosa di più, mi ero rivolto ad  un sacerdote.

La risposta fu che: “A quel tempo Gesù e tutta la sua famiglia erano sotto i riflettori di tutti. Se fosse stato sposato o addirittura avesse avuto un figlio, sicuramente se ne sarebbe parlato nei Vangeli. Invece non se ne fa alcuna menzione, quindi la storia del suo matrimoni con la Maddalena non può esser vera!”. La deduzione è sicuramente molto ragionata e non lascia adito a dubbi! Tuttavia si potrebbe obiettare che questa verità è ottenuta per esclusione, per cui, forse, è bene indagare ancora un po’. Per questo, nel libro “Deserto Verde”, ho voluto riaprire l’argomento:

“Ma qui mi sorge un altro dubbio: Cristo ci ha lasciato anche dei discendenti oppure no?

Secondo alcune recenti interpretazioni sembra che il suo “Sang Real”, come i francesi chiamarono i discendenti di Gesù Cristo e di Maria Maddalena, dopo che quest’ultima approdò in Provenza con il suo figlioletto, sfuggendo alle persecuzioni che si susseguivano in Palestina dopo la morte di Gesù, si sia diffuso su tutta la Terra da quasi duemila anni.

Tuttavia questa teoria non è stata mai avallata dalla Chiesa. Inoltre essa ha avuto origine solo dopo la scoperta di alcuni documenti segreti sulla storia di Cristo, rinvenuti ad Orleans alla fine della seconda guerra mondiale, ma anche questi potrebbero essere di dubbia autenticità.

Forse la Chiesa vuole ignorare l’ipotesi che Gesù avesse avuto effettivamente una moglie e dei figli perché il Cristianesimo prevede che voi preti non potete sposarvi? E perché tutto questo?

Penso che il matrimonio non c’entri niente con la missione che i religiosi devono svolgere.

Vedo che i sacerdoti di altre religioni, anche molto vicine alla nostra, possono sposarsi regolarmente, eppure tutto funziona bene. Forse una persona sposata e con dei figli, può capire meglio i veri problemi della famiglia.



In effetti, il periodo della predicazione di Gesù e quello immediatamente successivo alla sua crocifissione, furono caratterizzati da una sequenza di eventi storici pieni di misteri.

                Da sempre si favoleggia di misteriosi dossier segreti che il Vaticano custodirebbe nei propri archivi. Ma esistono veramente queste testimonianze antiche che, se divulgate, potrebbero cambiare la storia del mondo?

Sicuramente la possibilità di leggerli liberamente ed integralmente, potrebbe dare un enorme contributo alla conoscenza storica dei fatti mentre, se è vero quanto molti affermano, il loro contenuto è noto solo in piccola parte. Sembra infatti che l’accesso ad una parte di essi si verificò solo agli inizi del 1800, quando Napoleone Bonaparte ne impose al Papa la consegna delle chiavi.

Quella breve apertura svelò tuttavia alcuni eventi di cui non si aveva notizia o si era persa ogni traccia, come ad esempio l’esistenza del Priorato di Sion e dell’Ordine dei Templari oppure le carismatiche predicazioni di Pietro l’Eremita che portarono i potenti di tutta Europa ad indire la Prima Crociata.

Non pensa, Monsignore, che la chiesa dovrebbe chiarire, una volta per tutte, questo mistero?

Io credo che, se tali archivi segreti esistessero veramente, il poter accedere a queste notizie e poter discutere pubblicamente di questi argomenti ingigantirebbe l’interesse sulla storia di Nostro Signore. Inoltre sono certo che rafforzando la conoscenza ne guadagnerebbe di sicuro anche la fede. 

Nonostante questi dubbi, la mia fede in Cristo è salda, vorrei solo che ci fossero un pò meno misteri. Non è questa una esigenza giusta e forse condivisa da molte altre persone?».

Ecco adesso la discussione è nuovamente accesa, potete esprimere il vostro parete tramite un commento.

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Sul sito : http://www.meteoweb.eu/  troverete altre notizie sulla data della nascita di Cristo (25 dicembre o 13 novembre)




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