giovedì 21 giugno 2012

Jim Morrison nel romanzo L’Anno del Niño

Riportiamo un brano del romanzo "L’Anno del Niño", per rivivere l'epoca dei Dorrs, dei Beatles e di tutti quelli che ancora ci fanno sognare! - Alfio Giuffrida: 
 
Era ancora un bambino quando era andato con la madre ad assistere ad una esibizione dei Doors e, come era prevedibile grazie al cognome di papà, era riuscito a salire sul palcoscenico, a sedersi alla batteria e picchiare con le bacchette su qualche tamburo, come potrebbe essere il sogno di ogni ragazzino. E poi c’era Lui, Jim Morrison, che gli aveva messo al collo la sua chitarra e aveva fatto finta di duettare con lui, facendogli vedere il suo modo di suonare e poi dicendogli «bravo, da grande diventerai un chitarrista anche tu». « No» aveva detto Michel, «voglio fare il batterista». «E’ vero, gli aveva risposto Jim, con le bacchette sei più bravo di John, impara presto, così suoneremo assieme». Così Jim era diventato il suo idolo, il suo punto di riferimento. Per lui Jim era diventato un fratello, un padre, una madre, anzi la somma di tutti loro, ed anche molto di più. Ma anche la rabbia, la vita spericolata, tutto ciò che era di Jim, per Michel era un  sogno da vivere  e da imitare.


 Così Michel, già da bambino, aveva troppi soldi in tasca e una spaventosa carenza d’amore, la sua casa era la discoteca,  il suo mondo era il gruppo di amici che gli stavano attorno, tutti più grandi di lui,  loro con  le chitarre, lui con la batteria, costosissima come ogni regalo di  papà. Quando  Jim morì, per lui il mondo si fermò. Pianse molto, prima in  silenzio, poi, a poco a poco, sempre più  apertamente, senza vergognarsene. Non gli  interessava  null'altro,  non aveva più punti di riferimento. Quando la madre riuscì a parlargli, lui le rispose una  sola  cosa: «voglio andar via da quì!» Non poteva resistere sentendo Jim ancora vicino, voleva evadere. Non c’era del resto, a Parigi,  una famiglia che poteva considerare la sua, anche gli amici, dopo la morte del Capo, si erano dispersi, per cui non aveva nessun legame che lo tenesse lì, anzi, solo traumi e ricordi da dimenticare. Poi, con una voce d'oltretomba, aggiunse: «solo quando morirò voglio tornare a Parigi, ed essere sepolto vicino a lui».


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