domenica 23 ottobre 2011

Deserto Verde - La battaglia di Tit

Nel cuore del deserto si stava effettivamente svolgendo una importantissima esercitazione militare, che si ispirava alla famosa “Battaglia di Tit”, del 7 maggio 1902, di cui quell’anno ricorreva il centenario. Lo scopo era quello di coordinare le azioni delle truppe regolari per la difesa dello stato con quelle delle unità di ordine pubblico.
La battaglia di Tit passò infatti alla storia perché in quella occasione, per catturare un bandito, non ci fu intesa tra polizia e truppe regolari algerine. Inoltre in quel periodo la Francia aveva una guarnigione in quella zona e cercava l’occasione propizia per annettersi il Sahara.

Chiamata in causa per la cattura del bandito, la guarnigione francese ne approfittò per trasformare quella che doveva essere una semplice “operazione di polizia”, nello scontro decisivo per la penetrazione europea nel Sahara.
La battaglia si svolse tra un grandissimo numero di Tuareg a dorso di cammello e relativamente pochi soldati, agli ordini dei francesi, armati tuttavia con fucili a ripetizione e si concluse a favore di questi ultimi che sterminarono gli avversari. Quell’evento inflisse un colpo mortale ai Tuareg del nord e li costrinse a trattare la resa.

Il generale delle truppe regolari, che comandava l’esercitazione, fu felicissimo di cambiare qualche particolare dei suoi movimenti allo scopo di catturare un pericoloso criminale.
Ordinò che due elicotteri da combattimento si portassero sulla strada dove erano stati individuati i due furgoni, li costringessero a fermarsi, prelevassero l’equipaggio di uno dei due e lo conducessero alla base operativa per l’identificazione.
Nel frattempo, il comandante delle forze di polizia, visto che disponeva di uno squadrone di poliziotti a dorso di cammello proprio in quella zona, per non restare da meno al suo antagonista, ordinò ai suoi uomini di portarsi su quel tratto di strada e circondare le due vetture.
Per i due elicotteri fu un gioco da ragazzi, in pochi minuti arrivarono sui due fuoristrada e cominciarono a mitragliare davanti a loro, costringendoli a fermarsi. Un elicottero si posizionò a dieci metri da terra sopra uno dei furgoni, un caporale uscì dal velivolo e scese a terra legato ad una fune tramite un verricello.

Il militare aprì lo sportello del fuoristrada dove erano i due amici di Tarek, che non opposero alcuna resistenza perché minacciati dai mitra a bordo dell’altro elicottero, li imbragò, uno per volta, alle cinture legate alla corda e li fece issare a bordo dell’elicottero.
Poi la fune scese di nuovo, il caporale si fece issare anche lui a bordo del proprio velivolo e i due elicotteri si allontanarono per fare ritorno alla base operativa e permettere l’identificazione dei due passeggeri che avevano prelevato.
Tarek e Alberto rimasero indisturbati, dentro la loro vettura al centro della carreggiata. Il tunisino aveva tenuto per tutto il tempo la sua pistola puntata alla tempia dell’italiano, pronto a far fuoco, ma nessuno aveva notato quel gesto, per cui dopo qualche minuto che l’elicottero era andato via, abbassò l’arma, non sapendo cosa altro fare.

È un brano del libro di Alfio Giuffrida: “Deserto Verde”.

Si trova on line sul sito http://store.aracneeditrice.com/it/libro_new.php?id=5634
Il romanzo descrive l’intricata storia d’amore di Alberto e Giulia, tra luoghi incantevoli e scenari meravigliosi. Tratta argomenti culturali di grande attualità quali la nascita di Gesù, il sang real, le rivalità tra tuareg e berberi e le proprietà mediatiche degli sciamani.





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